Guida al Dolore Cervicale: Cause, Sintomi, Trattamenti e Prevenzione - BGM Fisioterapia

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Dolore cervicale e cervicobrachialgia

Il collo è la regione interposta tra la testa ed il torace. La colonna cervicale è formata da sette vertebre. A livello funzionale il collo può essere diviso in:

  • Tratto cervicale alto
  • Tratto cervicale basso
  • Cerniera cervico-dorsale

Le prime due vertebre C1 e C2 (atlante ed epistrofeo), sono altamente specializzate. Le vertebre da C3 a C7 sono caratterizzate da una morfologia più classica. La caratteristica particolare di questo tratto di colonna è la presenza di forami nei processi trasversi specializzati per il decorso delle arterie vertebrali.

Il rachide cervicale è molto più mobile e delicato rispetto alle altre regioni della colonna vertebrale, quindi più sensibile al deterioramento con il tempo. Soprattutto nelle persone anziane, si possono avere problemi di tipo artrosico che portano alla deformità delle strutture ossee con la formazione di osteofiti (formati dall’accumulo di calcio sulla cartilagine articolare). Essi sono una reazione del tessuto osseo, interessato da processi erosivi e irritativi cronici, e possono essere in parte responsabili delle manifestazioni dolorose tipiche di questa malattia.

Data la grande prevalenza di dolore al collo nella popolazione generale è importante distinguere il dolore cervicale propriamente detto, confinato a livello del collo, dal dolore cervicobrachiale di origine radicolare, che tipicamente irradia fino alla mano.

La particolarità della cervicalgia o dolore cervicale è che si possono trovare spesso associati alla presentazione clinica del nostro paziente alcuni disordini, tra cui:

Epidemiologia (un po’ di dati)

Il dolore al collo può essere molto complesso e comprende una grande varietà di quadri clinici.

È uno dei disturbi muscoloscheletrici più diffusi insieme alla lombalgia (mal di schiena). In un anno circa il 30% della popolazione soffre di almeno un episodio di dolore al collo. L’incidenza è maggiore nelle donne tra la 4° e la 5° decade di vita. Le recidive che portano a cronicizzazione rappresentano il 10%.

La cervicalgia costituisce una grande spesa sociale con dei costi sanitari molto alti, dopo il diabete e le malattie cardiovascolari.

Eziologia: le cause del dolore al collo

Qualunque struttura contenuta nel collo e dotata d’innervazione sensitiva può essere sorgente potenziale di dolore cervicale: articolazioni, dischi intervertebrali, muscoli, meningi, arterie, vene.

Le cause, come la maggior parte delle patologie muscoloscheletriche, sono multifattoriali e vi sono numerosi fattori di rischio predisponenti:

  • fattori biopsicosociali
  • fattori legati allo stile di vita
  • pratica sportiva
  • tipo di occupazione: lavoratori di ufficio, lavoratori manuali, operatori sanitari e autisti.
  • storia pregressa di dolore cervicale o di mal di schiena
  • storia di trauma
  • fattori genetici
  • sesso
  • età

Classificazione

Definizione di cervicalgia o dolore cervicale

Si definisce cervicalgia il dolore percepito in un’area compresa superiormente dalla linea nucale, inferiormente da una linea immaginaria passante per il processo spinoso di T1 e lateralmente dai piani sagittali tangenti ai bordi laterali del collo.

Definizione di cervicobrachialgia

Si parla in questo caso di radicolopatia, ovvero uno stato neurologico nel quale la conduzione nervosa è compromessa e vi è una perdita oggettiva della funzione motoria o sensitiva di quel nervo dovuta all’irritazione della radice nervosa.

Che cos’è la cervicobrachialgia? Quali sono i sintomi?

A differenza della cervicalgia, la cervicobrachialgia non è molto diffusa, è maggiore nelle donne rispetto agli uomini e si ha un picco di prevalenza tra i 30 e i 50 anni. La prognosi nei pazienti non trattati è abbastanza lunga, si parla infatti di storia naturale sfavorevole. Se la radicolopatia è causata da una compressione del disco, dopo 4-6 mesi si ha un sostanziale miglioramento, dopo 24-36 mesi un recupero completo con zero deficit permanenti.

I sintomi caratteristici sono bruciore, formicolio, scosse. I pazienti possono riferire di stare meglio con le mani in tasca o da sdraiati con il braccio sopra la testa. Questo perché in queste posizioni viene “sollecitato” in maniera minore il sistema nervoso periferico.

I livelli più colpiti sono a livello della cervicale media ed inferiore (C5, C6, C7).

Le due cause principali sono

  1. ernia discale
  2. stenosi laterale (spondilo-artrosi)

dai 50 anni in su è più frequente la stenosi laterale dovuta alla presenza di

  • osteofiti
  • processi degenerativi delle articolazioni Z
  • ispessimento/ipertrofia dei legamenti gialli

Dolore cervicale cronico

Il dolore è considerato come un’interazione dinamica tra

  • fattori biologici
  • fattori psicologici
  • fattori sociali

Questi sono singoli e unici per ogni individuo e sono da valutare e tenere in considerazione. Ecco perché per il nostro staff di Bgm Fisioterapia è così importante fare una valutazione iniziale di tutti i nostri pazienti e personalizzare il trattamento.

I fattori di rischio psicosociali possono predisporre alla progressione del dolore al collo cronico o disabilità. La resilienza (la capacità di riprendersi dallo stress) e l’autoefficacia del dolore (la fiducia di poter svolgere le attività quotidiane nonostante il dolore) sono importanti proprietà psicometriche che hanno dimostrato di influenzare la salute e la malattia. Compito del fisioterapista, in questi casi, è, attraverso l’educazione, aiutare l’automotivazione del paziente, col conseguente miglioramento della fiducia di continuare a svolgere le sue attività nonostante il dolore. Questo aiuta moltissimo per influenzare il suo processo di guarigione.

La letteratura scientifica ci riporta, infatti, che vi è una forte relazione tra dolore e ansia/stress in pazienti che soffrono di dolore al collo e al braccio.

Per cui sono tanti gli aspetti da considerare per chi soffre di un dolore al collo cronico, alcuni sono:

  • stile di vita
  • paura del movimento
  • felicità nel lavoro
  • inattività fisica
  • depressione
  • stress
  • durata del dolore
  • passato di problemi cervicali

La buona notizia è che la maggior parte di questi sono dei fattori assolutamente modificabili, perché legati a fattori psicologici.

Importante quindi è quando si presenta un dolore cervicale acuto o subacuto è non trascurarlo e recarsi da un fisioterapista per evitare che il disturbo possa cronicizzare.

Diagnosi di dolore al collo o cervicalgia

La classificazione e la diagnosi si basa sul triage diagnostico. Quando noi fisioterapiste dello studio BGM Fisioterapia ci approcciamo ad un paziente con una problematica di dolore al collo, il primo passo è quello di escludere patologie gravi che richiedono una valutazione o un intervento medico urgente non di competenza del fisioterapista. Queste condizioni, molto rare, includono malignità, disturbi infiammatori, fratture, infezioni. Dopo di che dovremo distinguere una cervicalgia con dolore radicolare (o cervicobrachialgia) da una cervicalgia semplice.

Le linee guida affermano di consigliare un’esame di imaging solo in presenza di condizioni gravi.

TRIAGE DIAGNOSTICO

  1. CERVICALGIA DA PATOLOGIA GRAVE
  2. CERVICALGIA CON DOLORE RADICOLARE E/O RADICOLOPATIA (CERVICOBRACHIALGIA)
  3. CERVICALGIA SEMPLICE

Caso a sé è rappresentato dal dolore al collo che si sviluppa dopo un trauma da colpo di frusta (Whiplash). Anche in quest’ultimo caso, dopo un accurata valutazione, il trattamento sarà di competenza del fisioterapista. Questo non sarà molto diverso rispetto ad una cervicalgia semplice con una maggior cura nell’evitare cronicizzazioni (quindi fondamentale sarà l’inizio tempestivo della fisioterapia) e con qualche accortezza in più in base ai sintomi del paziente.

Come per il mal di schiena e la sciatica è importante capire la stadiazione temporale del disturbo.

  1. Acuto
  2. Subacuto
  3. Ricorrente
  4. Cronico/persistente

La cervicalgia acuta ha una storia naturale sfavorevole. Obiettivo del fisioterapista è quello di evitare cronicizzazioni e recidive.

Quali sono i sintomi del dolore al collo?

Dolore al collo, rigidità, sensazione di non sapere dove tenere la testa, sbandamenti, sono alcuni dei sintomi più frequenti dei pazienti che presentano dolore cervicale. Spesso sono associati altri disturbi come mal di testa o cefalea, tinnito, dolore toracico e dolore scapolare.

Trattamento cervicalgia

Dopo un’accurata valutazione dal fisioterapista specializzato nei disordini del rachide cervicale, tenendo conto degli obiettivi e dello stile di vita di ciascun paziente si va a costituire un piano di trattamento.

La letteratura scientifica sostiene le seguenti tecniche di trattamento per dolore al collo o cervicalgia:

  • Terapia manuale articolare
  • Tecniche sui tessuti molli
  • Educazione
  • Esercizio terapeutico
  • Terapia farmacologica

Fisioterapia per cervicalgia

Manipolazioni e mobilizzazioni sono tecniche parimenti efficaci nella gestione del dolore cervicale. Abbinate però ad altre metodiche di trattamento (esercizio terapeutico) ne aumentiamo l’efficacia. Gli studi scientifici, infatti, dimostrano che un approccio multimodale, quindi usare più tecniche di trattamento insieme, è la strategia migliore per aumentare l’efficacia di trattamento. Ad esempio la terapia manuale in aggiunta ad esercizi a basso carico per i muscoli flessori profondi cervicali risulta maggiormente efficace rispetto al solo programma di esercizi nei pazienti con dolore al collo e deficit di mobilità del rachide cervicale superiore.

In presenza di dolore cervicale si è visto che si hanno dei cambiamenti sia nella struttura sia nella funzione dei muscoli cervicali, con un alterato tempo di attivazione. Si avranno deficit relativi a:

  • Forza massimale
  • Precisione durante i movimenti dinamici
  • Efficienza di contrazione
  • Resistenza
  • Alterazione del controllo posturale

È molto importante quindi ricreare una giusta armonia tra muscoli profondi e muscoli superficiali in questi pazienti, attraverso l’esercizio. Inoltre, può risultare utile trattare i distretti vicini al collo come il rachide toracico e l’articolazione scapolo-toracica, sia con mobilizzazioni e manipolazioni sia con esercizi. Questo anche perché sappiamo che un’alterata coordinazione dei muscoli del cingolo scapolare determina:

  • Aumento delle forze compressive sulle articolazioni cervicali
  • Fattore contribuente di dolore al rachide cervicale o alla spalla durante posture lavorative statiche e movimenti ripetitivi degli arti superiori.

Possiamo concludere che la migliore pratica di trattamento  è Educazione + terapia manuale + esercizio (+ trattamento tessuti molli). Quello che funziona è l’insieme delle tecniche.

Non dimentichiamo il ruolo fondamentale dell’esercizio terapeutico che ha come obiettivi:

  • Modulare il dolore
  • Ridurre la disabilità e le limitazioni funzionali
  • Ripristinare la capacità funzionale ottimale
  • Mantenimento della salute, prevenendo così un ulteriore deterioramento o una futura malattia

Noi, fisioterapiste di BGM Fisioterapia, offriamo il trattamento più efficace e più veloce studiato ad hoc per le esigenze del nostro paziente con dolore cervicale mettendo insieme le preferenze del paziente con le migliori evidenze scientifiche disponibili.

Trattamento e fisioterapia per cervicobrachialgia

Dopo un’accurata valutazione dal fisioterapista specializzato nei disordini del rachide cervicale, tenendo conto degli obiettivi e dello stile di vita di ciascun paziente si va a costituire un piano di trattamento.

In una fase acuta della cervicobrachialgia la letteratura scientifica indica come trattamento:

  • tecniche di terapia manuale (trazione cervicale, mobilizzazione toracica)
  • agopuntura
  • collare (massimo per 1 settimana, non modifica comunque in nessun modo la storia di malattia)
  • posizionamenti e movimenti antalgici
  • trattamento farmacologico

In una fase più avanzata al trattamento si aggiunge:

  • esercizi per migliorare la funzione neuromuscolare (specialmente un programma di esercizi per migliorare la funzione dei muscoli flessori profondi cervicali e scapolo-toracici)
  • terapia manuale sul rachide cervicale (mobilizzazioni)
  • mobilizzazione neurodinamica

L’intervento chirurgico è indicato solo in casi selezionati di radicolopatia cervicale.

Prevenzione. Perché è importante prevenire.

Dolori cervicali ricorrenti possono facilmente cronicizzare ed essere fonte di dolore e disabilità. È importante, dopo un episodio acuto, continuare a svolgere degli esercizi preventivi con l’obiettivo di mantenere una buona mobilità del rachide cervicale e una buona forza nei muscoli, specialmente in quelli profondi. Nel nostro studio BGM Fisioterapia, una volta passato il dolore ed ottenuti gli obiettivi stabiliti col nostro paziente, proponiamo gruppi di ginnastica posturale o pilates riabilitativo per mantenersi attivi e in salute e per prevenire recidive. Siamo solite anche rilasciare esercizi da svolgere a casa, con illustrazioni o video per tutti i nostri pazienti.

DOMANDE FREQUENTI

Svegliarsi con torcicollo e collo bloccato, cosa fare?

Può succedere di dormire male, magari addormentarsi sul divano in una posizione non troppo corretta oppure di prendere una frescata e al mattino svegliarsi con un gran torcicollo. Solitamente nel giro di qualche giorno questa condizione migliora, ma è importante recarsi dal fisioterapista per evitare cronicizzazioni, e per tornare in forma il prima possibile.

Dopo aver fatto una valutazione iniziale, il fisioterapista valuta quali sono i movimenti maggiormente limitati e quale zona della colonna cervicale è maggiormente responsabile del blocco. Il trattamento è costituito in particolar modo da terapia manuale e quindi tecniche di mobilizzazioni e manipolazione per ristabilire la giusta mobilità. Da non dimenticare uno o due esercizi da lasciare a casa al paziente in modo da trovare miglioramenti ancor più velocemente.

Dolore al collo, spalla e braccio?

Il dolore al collo può irradiare alla spalla e lungo il braccio. Questo significa che anche se la causa del dolore si trova nel rachide cervicale, il dolore può essere percepito in zone più o meno lontane. Se il dolore però arriva fino alla mano ed è accompagnato da sintomi caratteristici come formicolio, scosse, perdita di forza o di sensibilità, si parla allora di cervicobrachialgia. È importante recarsi da un fisioterapista specializzato per iniziare il prima possibile il trattamento più adeguato.

Come far passare il male al collo?

Dopo aver stabilito l’origine del disturbo, che nella maggior parte dei casi è dovuto al sistema muscolo-scheletrico, è importante iniziare un percorso fisioterapico. Le migliori evidenze scientifiche ci riportano che ad oggi il trattamento migliore è quello che comprende:

  • terapia manuale (mobilizzazioni e manipolazioni) effettuati dal fisioterapista
  • esercizio terapeutico
  • educazione: rassicurazioni riguardo alle cause del dolore ed indicazioni su come comportarsi
  • tecniche sui tessuti molli

Che sintomi dà la cervicobrachialgia?

I sintomi caratteristici sono bruciore, formicolio, scosse. I pazienti possono riferire di stare meglio con le mani in tasca o da sdraiati con il braccio elevato sopra la testa. Questo perché in queste posizioni viene meno “sollecitato” il sistema nervoso periferico.

Cosa fare se il dolore al collo non passa?

Quando si presenta un dolore cervicale acuto o subacuto è importante non trascurarlo e recarsi da un fisioterapista per evitare che il disturbo possa cronicizzare. Un dolore da tanto tempo al collo è più difficile da mandare via rispetto ad un dolore di recente insorgenza. Inoltre, con l’andare del tempo si creano tutta una serie di cambiamenti funzionali e strutturali nei muscoli, per cui è bene contattare subito un fisioterapista e iniziare il trattamento nel più breve tempo possibile.

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