Come trattare le fratture con la fisioterapia senza chirurgia

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Fratture

Quando un osso si rompe significa che ha subìto una frattura; quest’ultima avviene, solitamente, a seguito di un trauma (come un incidente o una caduta accidentale) che, esercitando un’intensa pressione sull’osso, ne provocano la rottura.

Le fratture non sono tutte uguali e si distinguono in:

  • fratture scomposte: le estremità dell’osso lesionato sono disallineati e, per far sì che guarisca completamente, è necessario che i due monconi vengano riallineati correttamente tramite un intervento di riduzione; successivamente, l’arto coinvolto viene immobilizzato con un tutore o il gesso fino a quando l’osso non guarisce del tutto;
  • fratture composte: l’osso lesionato rimane allineato, il che favorisce il processo di guarigione. Sono fratture che, infatti, vengono trattate con un tutore, con una stessa o con il gesso in modo da immobilizzare l’arto colpito e ridurre sia dolore, sia gonfiore.

In generale, non tutte le fratture possono essere trattate nello stesso modo; in particolare, è possibile ricorrere alla riabilitazione fisioterapica in caso di fratture non gravemente scomposte o che non mettono a rischio le funzioni vitali del paziente. Le fratture più comuni che possono essere trattate in questo modo comprendono:

  • le fratture semplici delle ossa lunghe (del femore, del polso e del piede);
  • le fratture composte delle ossa lunghe (a patto che i frammenti ossei rimangano allineati);
  • le fratture delle ossa piccole (delle dita o delle costole).

Di solito, le fratture sulle quali è possibile intervenire senza il supporto della chirurgia e optando per la riabilitazione fisioterapica vengono selezionate tenendo conto di diversi fattori, come l’età del paziente e il suo stato generale di salute, la gravità della frattura e la sua posizione.

Oltre a quelle prima citate, le fisioterapiste di BGM Fisioterapia Firenze intervengono sulle seguenti fratture:

  • fratture da stress: consistono in piccole lesioni provocate da un uso ripetuto e/o eccessivo del tessuto osseo e colpiscono solitamente le ossa delle gambe o dei piedi. Per gestire questo tipo di fratture è necessario riposare, ridurre l’attività fisica e iniziare una terapia mirata ed efficace;
  • fratture stabili dei polsi e delle costole: in una frattura stabile le ossa sono ancora allineate e questo rende possibile la guarigione tramite riposo, immobilizzazione temporanea e fisioterapia;
  • fratture delle falangi o dei metacarpi delle dita: possono essere gestite, nella maggior parte dei casi, senza intervento chirurgico (a meno che non siano gravi e instabili). Grazie alla riabilitazione fisioterapica è possibile ripristinare sia il movimento, sia la forza delle dita;
  • fratture vertebrali da compressione: colpiscono le vertebre della colonna vertebrale e, solitamente, i pazienti affetti da osteoporosi. Si possono trattare con la terapia fisica per alleviare il dolore e migliorare la stabilità;
  • fratture dei malleoli della caviglia: se si tratta di lesioni stabili, allora si può intervenire con l’immobilizzazione temporanea e la fisioterapia mirata al ripristino di mobilità e forza della caviglia.

In linea di massima, il trattamento riabilitativo di una frattura inizia sempre con un periodo di riposo accompagnato dall’immobilizzazione dell’arto interessato. L’astensione dalle attività (soprattutto sportive) oscilla da poche settimane a diversi mesi, in base alla gravità della frattura. Nel momento in cui l’osso guarisce, allora il fisioterapista può dare inizio alla riabilitazione per ripristinare la funzionalità muscolare e articolare.

Ovviamente, la scelta di trattare una frattura con la fisioterapia e non con la chirurgia deve essere compiuta solo e soltanto da un medico specializzato in ortopedia o traumatologia.

Fisioterapia: come intervenire sulle fratture

La terapia fisica è un trattamento conservativo che viene utilizzato dalle fisioterapiste di BGM Fisioterapia Firenze per riabilitare un arto a seguito di una frattura. I suoi obiettivi principali sono:

  • ridurre dolore e gonfiore;
  • ripristinare movimento e forza dell’arto coinvolto;
  • migliorare equilibrio e coordinazione;
  • prevenire la formazione di aderenze.

Come già detto, dopo un evento traumatico l’osso deve essere immobilizzato, poiché solo così è possibile alleviare il dolore e favorire il processo di guarigione. Successivamente, è assolutamente normale che l’area colpita dalla frattura sia meno mobile e meno forte e che il ritorno alle attività quotidiane possa sembrare apparentemente impossibile.

Ed è qui che entra in gioco il fisioterapista che, dopo aver identificato l’origine del problema, propone una serie di tecniche che possano risolverlo:

  • terapie antalgiche;
  • massaggio dei tessuti molli;
  • esercizi di stretching;
  • terapia articolare manuale.

Queste sono solo alcune delle tecniche che vengono messe in pratica in BGM Fisioterapia Firenze, ma la riabilitazione fisioterapica può fare affidamento anche su tante altre terapie, anche di natura strumentale.

Una volta che la frattura inizia a guarire, si può lavorare sul rinforzo dell’area interessata; questo aiuta non solo il ripristino della mobilità, ma anche la prevenzione di ulteriori lesioni.

Al contempo, altro compito del fisioterapista è quello di educare il paziente a utilizzare eventuali ausili, come le stampelle o il tutore, che si rivelano assolutamente necessari per garantire all’osso fratturato una guarigione totale e corretta.

Riabilitazione fisioterapica delle fratture: in cosa consiste

Una qualsiasi sessione di fisioterapia mirata alla riabilitazione di un osso a seguito di una frattura parte dalla compilazione della cartella clinica del paziente, che deve contenere una serie di informazioni fondamentali:

  • l’anamnesi, completa di allergie, patologie in corso, farmaci assunti, traumi e/o interventi chirurgici pregressi, stile di vita, attività sportiva e lavorativa;
  • i risultati del test obiettivo, che permette di valutare il movimento articolare e la forza muscolare;
  • l’analisi dei risultati ottenuti sia dall’anamnesi, sia dall’esame fisico;
  • il piano terapeutico, ideato appositamente per il paziente.

Quest’ultimo punto è molto importante: ogni iter terapeutico è totalmente personalizzato e tiene conto di tutte le caratteristiche del singolo paziente, affinché sia il più efficace possibile.

Tenendo sempre conto delle peculiarità del soggetto in esame, un piano terapeutico è composto prevalentemente da:

  • educazione alla deambulazione con ausili specifici, in modo da insegnare al paziente come muoversi con l’aiuto delle stampelle o indossando un tutore;
  • massaggio dei tessuti molli, per alleviare edemi e gonfiori;
  • applicazione di ghiaccio o esposizione a fonti di calore, a seconda delle esigenze del paziente, per ridurre il dolore e alleviare il gonfiore;
  • terapia manuale articolare, per ritrovare la mobilità articolare;
  • rieducazione dell’andatura, se necessario;
  • miglioramento di equilibrio e controllo del lavoro;
  • preparazione allo sport, soprattutto per gli atleti.

L’insieme di questi trattamenti, supportati dalle varie tecniche strumentali che ogni fisioterapista ha a disposizione, è in grado di intervenire brillantemente su qualsiasi tipo di frattura. Compito del professionista è di scegliere le combinazioni più idonee al paziente e, ovviamente, alla zona colpita dalla frattura.

Riabilitazione fisioterapica delle fratture: gli esercizi migliori

A seguito di una frattura, il piano terapeutico viene (come già detto) ideato tenendo conto dell’età del paziente, dell’entità della frattura e della zona coinvolta; di conseguenza, anche gli esercizi previsti vengono scelti ad hoc e devono essere in grado di migliorare forza e mobilità.

In generale, un programma di riabilitazione fisioterapica delle fratture può comprendere:

  • esercizi di carico, in cui gambe e piedi sostengono il peso corporeo;
  • esercizi non portanti, in cui gambe e piedi non sostengono il peso corporeo;
  • esercizi di rinforzo muscolare;
  • esercizi di allenamento dell’equilibrio.

Il fisioterapista può anche far eseguire al paziente più esercizi contemporaneamente, a seconda dei casi. Da non sottovalutare, per una guarigione completa, la determinazione del paziente: solo l’ottimismo e la buona volontà possono favorire il raggiungimento degli obiettivi, oltre che un recupero totale di forza e mobilità.

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