Linfodrenaggio Firenze

Prenota Visita - Linfodrenaggio

Linfodrenaggio

Cos’è il linfodrenaggio

Il linfodrenaggio è una tecnica manuale specifica di massaggio per il drenaggio dei liquidi linfatici.

A cosa serve il linfodrenaggio

Il massaggio linfodrenante, proprio per la sua azione decongestionante, è indicato per il trattamento conservativo dell’edema linfovenoso.
Trova inoltre applicazione in ambito dermatologico, ortopedico, oncologico, post chirurgico ed ogni volta che compare un edema linfatico.

Storia

Ideato da Winiwarter nel 1982, il metodo è stato ripreso e rimaneggiato da numerosi autori (Vodder, Foldi, Leduc) fino agli studi più recenti che si propongono di ottimizzare le manovre del linfodrenaggio manuale ed ampliare le basi scientifiche delle tecniche.

Come si esegue il linfodrenaggio

La metodica di massaggio linfodrenante prevede manovre manuali con lo scopo di direzionare l’edema.
Il drenaggio linfatico manuale, aggiornato alle ultime evidenze scientifiche, comprende sequenze organizzate e ripetute di:

  • manovre di svuotamento dei linfonodi prossimi alla zona da trattare;
  • manovre di svuotamento dei vasi linfatici superficiali;
  • manovre di riassorbimento;
  • manovre di svuotamento dei linfonodi.

Queste manovre di massaggio linfodrenante vengono integrate in protocolli specifici ed applicate alla varie situazioni cliniche.
Occorre che chi pratica il linfodrenaggio sia a conoscenza dell’anatomia dell’apparato circolatorio linfatico e del suo funzionamento, ma anche che possieda determinate abilità manuali e una certa esperienza nel campo.

Principi alla base della tecnica

Il sistema linfatico: anatomia e funzione

Cenni anatomici

Il sistema linfatico decorre parallelamente al sistema circolatorio sanguigno da cui però differisce, per esempio, per l’assenza di un sistema di pompa propulsiva come è il cuore.

La rete linfatica si trova ovunque si trovano capillari sanguigni, ed è costituto da organi e vasi linfatici.
Esiste una struttura linfatica iniziale ossia l’inizio della rete dei canali di “drenaggio”, che prosegue in strutture sempre più grandi (precollettori linfatici, collettori linfatici), fino ad arrivare ai linfonodi per poi confluire in dotti linfatici.
Conoscere l’anatomia ci serve per impostare le manovre di linfodrenaggio manuale; soprattutto in caso di patologia, per direzionare il massaggio linfodrenante verso le stazioni linfatiche funzionanti.

Funzioni del sistema linfatico

Il sistema linfatico fisiologicamente prende dal microcircolo liquidi e macromolecole e gli drena via, mantenendo così l’equilibrio dei fluidi. Il sistema linfatico si occupa infatti del riassorbimento del liquido interstiziale, ed è la funzione più riconosciuta.

Si occupa inoltre del riassorbimento lipidico a livello intestinale. Oltre alla sua funzione di drenaggio dei diversi territori dell’organismo, il sistema linfatico compie anche una funzione immunitaria, infatti si occupa del trasposto delle cellule del sistema immunitario.

L’edema linfatico

L’edema linfatico è il sintomo di una disfunzione del sistema linfatico. Il Linfedema è una condizione medica caratterizzata da un accumulo anomalo di liquido linfatico, a causa di un’insufficiente drenaggio linfatico, che causa un aumento di volume prevalentemente alle estremità degli arti inferiori e superiori.
È una condizione cronica ingravescente, accompagnerà la persona per tutta la vita, ed è per questo importante capirne i meccanismi per gestirne la sintomatologia e la presentazione clinica.

I Linfedemi si dividono in due grandi categorie:

  • Edemi primari: causati da un’ alterazione anatomica o funzionale del sistema linfatico, presente sin dalla nascita.
  • Edemi secondari: causati da un danno anatomico al sistema linfatico.

Nel mondo, la causa principale di linfedema secondario sono le infezioni da filaria; in Europa le cause principali sono le conseguenze della chirurgia oncologica (per esempio post intervento di mastectomia: la maggior parte dei pazienti sviluppa edema nei due anni successivi all’intervento) ed a seguire traumatismi di varia natura sul sistema linfatico, infiltrazioni neoplastiche, immobilità o le stesse terapia oncologiche.

Possibili segni clinici di linfedema

  • aumento di volume dell’arto interessato;
  • segno di fovea alla digitopressione;
  • segno di Stemmer, ossia l’impossibilità di pinzare la prima falange del secondo dito del piede;
  • alterazioni bulbi piliferi;
  • alterazione letto ungueale;
  • cambio colore della cute;
  • cute fredda;
  • ipercheratosi.

Altri trattamenti

Il massaggio linfodrenante insieme al bendaggio multicomponente, l’utilizzo di contenzioni elastiche e la prescrizione di esercizio terapeutico rappresenta parte integrante del trattamento fisico combinato conservativo del linfedema.
Il trattamento fisico degli edemi periferici è infatti lo strumento principale per consentire la riduzione degli edemi linfovenosi.

Bendaggio

Il bendaggio multicomponente garantisce una notevole diminuzione dell’edema. Viene utilizzato quando le sedute di massaggio linfodrenante manuale non sono sufficienti o per una riduzione volumetrica significativa in fase iniziale di attacco.

Non si applica se la differenza con l’arto sano è minore del 10% e quindi non è proposto come primo trattamento se l’edema è lieve. Il bendaggio viene realizzato con bende anelastiche e differenti materiali che generano un’importante pressione sull’edema.

Pressoterapia

La pressoterapia consiste nell’applicazione di una pressione sull’arto edematoso, mediante un apparecchio generatore di pressione, al fine di ottenerne una decongestione.

Pochi studi, al momento, hanno analizzato il funzionamento degli apparecchi di pressoterapia ma la maggior parte degli autori afferma che la pressoterapia è efficace come tecnica adiuvante nel trattamento fisico del linfedema per cui viene proposta insieme al drenaggio linfatico manuale ed al bendaggio multicomponente.

Contenzione elastica

Ortesi realizzata in tessuto elastico, indossata con lo scopo di comprimere l’arto; viene realizzata su misura ed indossata dopo aver ottenuto una riduzione soddisfacente del volume dell’edema con i trattamenti manuali linfodrenanti ed il bendaggio. Aiuta a mantenere a lungo termini i risultati del trattamento.

Esistono in commercio modelli standard ma è molto importante scegliere il modello, la misura, la classe di compressione ed il materiale per un corretto adeguamento alla conformazione dell’arto. Esistono 4 categorie di compressione in relazione alla pressione esercitata. In caso di linfedema vengono maggiormente utilizzate le contenzioni di classe II.

Esercizio terapeutico

L’attività fisica è senza dubbio importante nel mantenimento della qualità di vita. Esercizi di carico sono consigliati per il miglioramento della forza muscolare, per diminuire l’insorgenza del linfedema e se associati a bendaggio ne aiutano ancora più efficacemente la riduzione.
Consigliare sempre attività fisica ed esercizi dopo un’attenta anamnesi ed esame clinico del paziente.

Quante volte a settimana si fa il linfodrenaggio?

La programmazione delle sedute di drenaggio linfatico dipende dalle situazioni cliniche personali. Se necessario inizialmente si possono programmare anche sedute quotidiane di linfodrenaggio, associate a bendaggio elastocompressivo ed esercizio terapeutico con lo scopo di ridurre il linfedema.

L’obiettivo è raggiungere il miglior risultato possibile nel minor tempo possibile, solitamente da un minimo di 5/6 sedute fino ad un massimo di 15/20 sedute totali, indicativamente per 2/3 sedute a settimana.

Se l’edema è lieve si programmano 3/5 sedute di massaggio linfodrenante manuale, da associare o meno a bendaggio in caso di una non soddisfacente riduzione dell’edema.

Se l’edema è maggiore del 10% rispetto al controlaterale si inizia una prima fase intensiva (da 5 a 15 giorni consecutivi, con sedute da circa 45 min/1H) con linfodrenaggio manuale, bendaggio ed eventualmente pressoterapia , seguita da una fase di mantenimento. Una volta ottenuta la volumetria desiderata infatti si consiglia sempre, per mantenere il risultato, l’utilizzo della contenzione elastica.

Linfodrenaggio fai da te?

Come detto il linfedema è una condizione cronica ingravescente, accompagnerà la persona per tutta la vita, ed è cosi importante capirne i meccanismi per gestire la sintomatologia e la presentazione clinica e quindi anche educare il paziente all’autogestione e conoscenza della patologia.
Infatti, come detto, in una fase di mantenimento si consiglia solitamente l’utilizzo di contenzioni elastiche, guaine diurne da indossare per almeno 8/9 ore, in associazione ad esercizio terapeutico specifico da eseguire a domicilio. Possibile inoltre l’educazione del paziente all’auto bendaggio.

Quali sono le controindicazioni del linfodrenaggio

Il massaggio linfodrenante è controindicato per i pazienti che soffrono di

  • insufficienza cardiaca e renale;
  • processi infiammatori acuti (locali o generali);
  • infezioni in atto;
  • trombosi venosa profonda;
  • tumori maligni attivi;
  • ipo/ipertensione;
  • malattie asmatico/bronchiali.

I massaggi linfodrenanti sono sconsigliati durante i primi, e più delicati, tre mesi di gestazione. Dopo il terzo mese, invece, il linfodrenaggio può essere eseguito.

Altre prestazioni

  • Riabilitazione pre e post chirurgica

    Riabilitazione pre e post chirurgica

    Arrivare in piena forma in sala operatoria e riprendersi appieno dopo un intervento chirurgico è possibile, grazie alla riabilitazione pre e post chirurgica!

    Continua a leggere

  • Neurodinamica

    Neurodinamica

    La neurodinamica è una disciplina che studia la relazione tra la meccanica e la fisiologia del sistema nervoso periferico. È una tipologia di trattamento che va ad agire appunto sul tessuto nervoso, attraverso test e movimenti che valutano la sensibilità allo stiramento del sistema nervoso

    Continua a leggere

  • Terapia strumentale

    Terapia strumentale

    Scopri come la terapia strumentale è in grado di far sparire il dolore e restituirti il pieno controllo del tuo corpo!

    Continua a leggere

  • Riabilitazione vestibolare (vertigini ed equilibrio)

    Riabilitazione vestibolare (vertigini ed equilibrio)

    Vertigine o capogiro e disequilibri sono sintomi che il paziente localizza a livello del capo e possono avere diverse origini. Alcuni di queste rappresentano le cosiddette “bandiere rosse” ovvero sintomi che sono campanelli d’allarme di patologie gravi

    Continua a leggere