Neurodinamica

Prenota Visita - Neurodinamica

Neurodinamica

Il sistema nervoso può essere visto come una sorta di esoscheletro molle all’interno del corpo che è in continuum, ovvero quando muoviamo un braccio, un arto o una parte del corpo influenziamo tutto il sistema. Se noi vogliamo andare ad influenzare il sistema nervoso dovremmo andare a muovere una parte del corpo più o meno vicino al sistema nervoso che ci interessa.

Com’è formato il sistema nervoso periferico?

I nervi sono le strutture che compongono il sistema nervoso periferico. Questo è costituito dall’associazione di fibre nervose che hanno la funzione di trasmettere gli impulsi nervosi. Il sistema nervoso periferico veicola le informazioni dalla periferia del corpo al sistema nervoso centrale e viceversa. Inoltre, il sistema nervoso periferico ha una sua mobilità intrinseca data dall’enorme quantità di tessuto connettivo presente. Dall’esterno all’interno troviamo dei foglietti di connettivo che avvolgono i nervi: Mesonevrio, Epinevrio, Perinevrio, Endonevrio; questo rappresenta essenzialmente un sistema di protezione alle sollecitazioni meccaniche. Un nervo si può, quindi, allungare, comprimere, tensionare.

Definizione di neurodinamica

La Neurodinamica è la scienza che studia la relazione tra la meccanica e la fisiologia del sistema nervoso, quando per meccanica si intende lo studio del movimento del sistema nervoso periferico in relazione ai tessuti di interfaccia e per fisiologia lo studio delle funzioni neurologiche. In pratica la neurodinamica è un sistema di valutazione della sensibilità allo stiramento del sistema nervoso, oltre a rappresentare una tipologia di trattamento che va ad agire appunto sul tessuto nervoso.

Il fisioterapista specializzato esegue dei test neurodinamici, all’interno dell’esame neurologico, per capire se vi è una problematica a livello nervoso, in particolare a livello delle piccole fibre (fibre C e A delta), che sono le prime a soffrire quando è presente una compressione. Abbondanti dati in letteratura dimostrano che i nervi si allungano con la neurodinamica (D. Butler).

Quali sono le cause del dolore neuropatico?

Il dolore neuropatico è legato a una lesione o malattia del sistema somatosensoriale. Gli intrappolamenti nervosi possono dar luogo a quello che è chiamato dolore neuropatico. Esso è dovuto principalmente alla generazione di impulsi ectopici spontanei che causano un dolore simile ad una scossa elettrica. Le cause più frequenti possono essere:

  • Eccessiva compressione, stretching, frizione;
  • Movimenti ripetuti e posture mantenute;
  • Incongruenza tra contenuto (nervo) e contenente (interfaccia meccanica);
  • Esposizione a vibrazione.

Come abbiamo detto il sistema nervoso periferico ha una sua mobilità. Oggi si parla di “meccano sensibilità” intesa come sensibilità del nervo a reagire ad uno stiramento. Quando noi muoviamo un arto, il sistema nervoso con le sue guaine di connettivo, si deve adeguare per dare più lunghezza. Le due grandi problematiche in questo campo sono:

  • Problemi intrinseci del nervo: se si sono creati degli edemi intraneurali, si possono creare delle fibrosi intraneurali, il nervo non scorre più così bene perché il connettivo può essersi irrigidito o può esserci qualche piccola cicatrice.
  • Problemi estrinseci al nervo: più spesso interfacce esterne come tumori ossei, ispessimenti di tessuti, ispessimenti fasciali o cicatrici esterne.

Classificazione del dolore neuropatico

Ad oggi il dolore neuropatico viene classificato in base a tre livelli (Finnerup 2016). Un dolore neuropatico può essere definito possibile, probabile o definito e si esplica in tre momenti: anamnesi, esame clinico ed esami strumentali eventuali.

  • Dolore neuropatico possibile: Il paziente durante l’anamnesi descrive il dolore in modo compatibile con un problema neurologico (bruciore, calore, scosse elettriche, fitte improvvise, intorpidimento, formicolio).
  • Dolore neuropatico probabile: test per confermare quanto emerso in fase anamnestica.
  • Dolore neuropatico definito: conferma con esami strumentali quali risonanza magnetica o esami elettromiografici, che danno conferma di quello che è emerso durante il percorso di valutazione

Cosa sono le interfacce meccaniche di un nervo?

L’interfaccia meccanica è tutto ciò che rappresenta il letto di scorrimento di un nervo. Può essere rappresentato da ossa, muscoli, tendini, articolazioni, legamenti, fascia, dischi intervertebrali, vasi sanguigni, tunnel osteo-fibrosi.

Il nervo sciatico, per esempio, attraversa diverse zone e quindi potrebbe avere compressioni in molte zone. Alcune interfacce patologiche possono essere ad esempio la presenza di osteofiti, problemi muscolari, disco intervertebrale, retinacoli, edema. Questo vuol dire che spesso il trattamento neurodinamico può avvalersi anche di altre tecniche come quelle fasciali e le tecniche sui muscoli.

Cosa succede quando un nervo per qualche ragione viene compresso o elongato?

Si parte da un’ischemia, ovvero una diminuzione del flusso sanguigno, che col tempo può portare ad una fibrosi, che a sua volta può alterare la mielina (demielinizzazione) e provocare una neuroinfiammazione reattiva. La compressione e la relativa ischemizzazione sul nervo che può essere indotta da un intrappolamento può produrre edema con un evidente aumento della pressione extraneurale, che può alterare pesantemente la circolazione venosa. Questo può comportare un’inversione del gradiente pressorio all’interno dei fascicoli del nervo, che non consente più una corretta irrorazione sanguigna al nervo stesso e che può essere correlabile alle parestesie intermittenti.

Il permanere dell’edema può a sua volta indurre dei cambiamenti fibrotici intra ed extraneurali, tipici delle radicolopatie e che si pensa possano essere alla base del ridotto scorrimento dei nervi compressi. I sintomi quindi possono iniziare con un formicolio intermittente, che poi diventa un formicolio costante insieme a dolore. Infine se la situazione perdura l’edema si struttura e si forma una vera e propria fibrosi con diminuzione del flusso assoplasmatico e degenerazione prima della guaina mielinica poi del neurone con perdita di funzione e sintomi motori e sensitivi.

Quali sono gli obiettivi della neurodinamica?

  • Valutare e trattare il dolore neuropatico e i suoi sintomi correlati
  • Contribuire a ridurre e risolvere le sollecitazioni meccaniche agenti sui nervi periferici in presenza di intrappolamenti
  • Migliorare la coordinazione muscolare a seguito del miglioramento del flusso assoplasmatico
  • Migliorare gli stati infiammatori periferici tissutali quando soggetti a infiammazione neurogenica

Per cui i 3 grandi campi su cui agisce la neurodinamica sono:

  1. Rigenerare il sistema nervoso
  2. Migliorare la coordinazione neuro-muscolare
  3. Migliorare la qualità del tessuto fasciale

Quali sono gli effetti della neurodinamica?

  1. Aumentare la mobilità del nervo e del suo scorrimento
  2. Migliorare l’omeostasi, il drenaggio dell’edema intraneurale
  3. Diminuire cortisolo e citochine (effetto neuroendocrino)

Cosa sono i punti di tensione di Butler?

David Butler, uno dei pionieri della neurodinamica, elabora il concetto di punti di tensione. Vi sono dei punti in cui il sistema nervoso va più in crisi e cioè dei punti che vengono messi più in tensione con alcuni movimenti. Tali punti sono a livello di C6, T6 e L4. Il fisioterapista deve tener conto di questo durante la valutazione e come strategia di trattamento.

Come agisce la neurodinamica?

La neurodinamica è un trattamento specifico utilizzato in varie patologie muscoloscheletriche, in particolare in tutte le patologie che prevedono un’irritazione o compressione di un nervo periferico o alla radice o lungo il suo decorso.

Tra le più comuni:

  • sciatalgia,
  • cervicobrachialgia,
  • sindrome dello stretto toracico,
  • sindrome tunnel cubitale,
  • sindrome tunnel carpale,
  • sindrome del piriforme,
  • meralgia parestesica,
  • sindrome del tunnel tarsale.

Il trattamento del dolore neuropatico è multidisciplinare, per cui oltre al fisioterapista sarà opportuno valutare l’affiancamento di un trattamento medico farmacologico. Inoltre è un trattamento multimodale in cui oltre alla neurodinamica il fisioterapista si avvale in genere di tecniche di terapia manuale, esercizio terapeutico ed educazione.

Tramite gli esercizi di neurodinamica possiamo andare ad agire sul sistema nervoso periferico e trattare il dolore neuropatico, possiamo andare a mobilizzare quel nervo in sofferenza e quindi diminuire l’infiammazione, ristabilire il corretto scorrimento. In una compressione della radice nervosa del nervo da un’ernia discale, per esempio, possiamo, tramite il trattamento neurodinamico, aprire i forami per dare più elasticità al nervo.

Il canale spinale si muove insieme a noi, per esempio se noi ci flettiamo in avanti le interfacce si aprono e il sistema nervoso in flessione si allunga tantissimo. Con la mobilizzazione neurale si ottiene così una rigenerazione del sistema nervoso: col movimento è stato visto infatti che si ha una produzione di fattori di crescita e quindi rigenerazione.

Inoltre, mobilizzando i nervi, mobilizziamo anche il flusso di sostanze che li nutrono e questo significa riossigenare, significa rimettere in circolo l’idraulica interna del nervo stesso.

Clinica e trattamento neurodinamico

In tutti quei disturbi neurogenici caratterizzati da una aumentata sensibilità agli stimoli meccanici le tecniche neurodinamiche risultano efficaci. In particolare, per quanto riguarda il quadrante superiore del nostro corpo le techiche neurodinamiche sono risultate efficaci nella radicolopatia cervicale (cervicobrachialgia) per diminuire dolore, disabilità e parestesie. Alcuni studi riferiscono che tecniche neurodinamiche posso apportare benefici nel trattamento della sindrome del tunnel carpale e nella cefalee, specialmente quelle di tipo tensivo.

Un dolore sulla parte antero-mediale del braccio, parte volare dell’avambraccio, sindrome del tunnel carpale e sintomi durante l’abduzione o depressione dell’arto superiore ci possono indirizzare su un coinvolgimento del nervo mediano.
Sintomi come parestesie dolore, sensazione di tensione sulla parte laterale del braccio, radiale dell’avambraccio e sul dorso laterale della mano ci possono far pensare ad un coinvolgimento del nervo radiale. Invece sintomi come parestesie, disestesie, dolore sulla parte mediale del braccio, ulnare dell’avambraccio e ventro-laterale della mano ci indirizzano al nervo ulnare. Il nervo ulnare essendo un nervo molto superficiale ha molto tessuto connettivo, di più rispetto ai profondi, probabilmente anche a scopo protettivo.

Nel quadrante inferiore del nostro corpo, invece, possiamo trovare vari intrappolamenti: nervo otturatorio, nervo femoro-cutaneo laterale (meralgia parestesica), nervo femorale, nervo safeno, nervo sciatico. Quest’ultimo è un nervo misto che innerva la muscolatura posteriore della coscia e tutti i muscoli della gamba e del piede. È un nervo molto lungo e avvolto da tanto tessuto connettivo e può essere compresso od irritato in diversi punti.

Trattamento neurodinamico in fisioterapia

Il trattamento neurodinamico consiste in una serie di tecniche manuali eseguite dal fisioterapista specializzato nelle quali il paziente potrà essere posizionato in posizione di maggiore o minor tensione del sistema nervoso periferico in base all’irritabilità e al dolore stesso. Inoltre, molto importante sarà la ripetizione di esercizi neurodinamici da parte del paziente da eseguire sotto supervisione del fisioterapista ed autonomamente a casa.

Altre prestazioni

  • Riabilitazione dell’articolazione temporo mandibolare

    Riabilitazione dell’articolazione temporo mandibolare

    L'articolazione temporo-mandibolare è un'articolazione complessa che permette il movimento della mascella. Può essere colpita da disturbi e disfunzioni che causano dolore e disabilità. Se soffri di questi disturbi, è importante consultare un medico per escludere eventuali cause gravi.

    Continua a leggere

  • Riabilitazione vestibolare (vertigini ed equilibrio)

    Riabilitazione vestibolare (vertigini ed equilibrio)

    Vertigine o capogiro e disequilibri sono sintomi che il paziente localizza a livello del capo e possono avere diverse origini. Alcuni di queste rappresentano le cosiddette “bandiere rosse” ovvero sintomi che sono campanelli d’allarme di patologie gravi

    Continua a leggere

  • Linfodrenaggio

    Linfodrenaggio

    Il linfodrenaggio è una tecnica manuale specifica di massaggio per il drenaggio dei liquidi linfatici. Il massaggio linfodrenante, proprio per la sua azione decongestionante, è indicato per il trattamento conservativo dell’edema linfovenoso.

    Continua a leggere

  • Terapia strumentale

    Terapia strumentale

    Scopri come la terapia strumentale è in grado di far sparire il dolore e restituirti il pieno controllo del tuo corpo!

    Continua a leggere