Riabilitazione pre e post chirurgica - BGM Fisioterapia Firenze

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Riabilitazione pre e post chirurgica

Chiunque debba affrontare un intervento chirurgico di natura ortopedica deve essere a conoscenza della possibilità di poter svolgere sia un percorso di riabilitazione pre-chirurgica che un percorso di riabilitazione post-chirurgica,

La riabilitazione fisioterapica, così come condotta dalle fisioterapiste di BGM Fisioterapia Firenze, prevede questi due percorsi con obiettivi ben precisi:

  • la riabilitazione pre-chirurgica (chiamata anche prehab) serve per preparare il paziente all’intervento chirurgico, in modo che arrivi al giorno prefissato nelle migliori condizioni fisiche possibili e possa recuperare successivamente in modo più semplice e veloce. In alcuni casi il trattamento conservativo può anche essere fatto per cercare di evitare l’intervento chirurgico. A volte, dopo un opportuno percorso di riabilitazione, il paziente riesce a tornare alle sue abituali attività di vita quotidiana e sportive, così da non rendere più necessario l’intervento chirurgico;
  • la riabilitazione post-chirurgica (definita anche rehab) è necessaria per consentire al paziente di recuperare la normale funzionalità della zona interessata e, in generale, dell’apparato muscolo-scheletrico.

In entrambi i casi, il trattamento fisioterapico è ideato appositamente sul paziente, tenendo conto delle sue caratteristiche fisiche (sesso, età), della patologia, del tipo di intervento chirurgico, delle sue condizioni generali pre e post operatorie e, non meno importante, della sua determinazione nel recuperare il più velocemente possibile.

Riabilitazione pre e post chirurgica: quando serve?

La riabilitazione fisioterapica prima e dopo un’operazione chirurgica è utile soprattutto in occasione di patologie a carico di anca e bacino, colonna vertebrale e arti superiori e inferiori. In particolare:

  • anca e bacino: protesi di anca, fratture, artroscopia, conflitto femoro-acetabolare;
    colonna vertebrale: fratture, ernia discale, cifoplastica, stabilizzazione vertebrale, vertebroplastica;
  • gomito: epicondilite, epitrocleite, fratture, sindrome del tunnel cubitale;
  • spalla: lesioni dei muscoli della cuffia dei rotatori, protesi di spalla, acromion plastica, fratture, artroscopia, intervento di Latarjet (stabilizzazione dopo una lussazione);
  • polso e mano: fratture di ulna, radio, carpo e metacarpo, falangi, lesioni tendinee, tunnel carpale;
    piede e caviglia: fratture di perone, tibia, tarso e metatarso, artroscopia, tunnel tarsale, lesioni legamentose e del tendine di Achille, sperone calcaneare;
  • ginocchio: artroscopia, fratture, ricostruzione dei legamenti crociati, condroplastica, meniscopatia, lesioni legamentose e tendinee.

Riabilitazione pre-chirurgica: in cosa consiste

Conosciuta anche come prehab, la riabilitazione pre-operatoria è sempre più consigliata da medici e specialisti, come le fisioterapiste di BGM Fisioterapia Firenze, proprio per agevolare sia l’ottima riuscita dell’intervento stesso, sia la riabilitazione post-operatoria.

Il paziente, infatti, arriva nelle sue condizioni migliori in sala operatoria e, in alcuni casi, potrebbe anche evitare l’intervento chirurgico; se i miglioramenti in corso d’opera si rivelano soddisfacenti l’operazione può essere posticipata o, addirittura, annullata. Ovviamente, per far sì che questo accada, il trattamento deve essere studiato su misura e andare alla ricerca della causa scatenante della patologia.

L’obiettivo del prehab è quello di mantenere o migliorare le capacità motorie di uno specifico distretto colpito da un infortunio o una patologia, in particolare:

  • migliorare il movimento articolare;
  • mantenere o aumentare la forza muscolare;
  • mantenere o migliorare la funzione cardio-polmonare;
  • entrare in confidenza con gli esercizi di riabilitazione;
  • ridurre il periodo di recupero post operatorio.

Nello specifico, la riabilitazione pre-operatoria o prehab si basa su diversi step, che si articolano in questo modo:

  • si spiega al paziente il piano terapeutico e lo si tranquillizza, affinché possa affrontarlo con lo spirito giusto;
  • in presenza di un’articolazione con versamento e limitazioni di movimento, si cerca di recuperare la normale mobilità;
  • si punta allo sviluppo del tono muscolare, il che si rivela sempre molto utile nella fase di riabilitazione post-operatoria.

Il prehab viene personalizzato tenendo conto di specifiche caratteristiche del paziente:

  • stato di salute;
  • presenza di eventuali patologie;
  • livello di autonomia;
  • grado di forza, potenza e mobilità;
  • obiettivi da raggiungere a seguito dell’operazione.

Inoltre, non bisogna sottovalutare una grande potenzialità della riabilitazione pre-chirurgica: può ridurre i tempi di degenza in ospedale e di conseguenza il rischio di contrarre infezioni post-operatorie. E non solo: come detto inizialmente, il prehab potrebbe anche evitare del tutto l’intervento chirurgico, grazie al lavoro di un’equipe solitamente composta da:

Le diverse figure professionali iniziano a lavorare, rispetto all’ipotetica data dell’operazione chirurgica, almeno due mesi prima, cioè il tempo necessario sia per preparare il paziente alla sala operatoria sia, eventualmente, per rimetterlo in sesto evitandogli l’intervento chirurgico. Focalizzandosi sullo stato di salute del paziente, i vari professionisti individuano le zone da trattare attraverso gli esercizi e le terapie più adatte per consentirgli una preparazione ottimale per l’intervento.

Riabilitazione post-chirurgica: in cosa consiste

A seguito di un intervento chirurgico, il paziente deve necessariamente sottoporsi a un percorso di riabilitazione post-chirurgica, chiamato anche rehab, durante il quale il fisioterapista mette in pratica esperienza, competenze e strumenti a disposizione per consentire al paziente un recupero totale e duraturo.

Così come in BGM Fisioterapia Firenze, il rehab può prevedere sia esercizi specifici, sia terapie che richiedono il supporto di appositi strumenti; ovviamente, il paziente viene costantemente monitorato dal fisioterapista, che suggerisce gli esercizi più adatti per:

  • recuperare la resistenza cardiovascolare;
  • rafforzare e migliorare la funzione muscolare e la stabilità articolare;
  • migliorare le alterazioni posturali;
  • prevenire infortuni o ricadute;
  • gestire il dolore.

Al contempo, alcuni esercizi possono servire al paziente per riprendere o migliorare alcune attività quotidiane come camminare, stare in piedi o piegarsi, mentre altri sono appositamente studiati per gli sportivi che, di norma, hanno esigenze del tutto diverse oltre che specifiche.

In generale, comunque, gli esercizi proposti e i tempi di recupero variano da paziente a paziente e dipendono da numerosi fattori, quali la tipologia di intervento e condizione fisica, età, intensità del dolore del paziente. Una valutazione preliminare, sulla base delle indicazioni fornite dal chirurgo operante, fornisce una prima bozza del piano terapeutico che, nel corso del tempo, viene monitorato e, se necessario, modificato secondo le esigenze del singolo paziente.

Nello specifico, invece, i trattamenti previsti dalla riabilitazione post-chirurgica mirano al recupero della normale funzionalità dei distretti anatomici coinvolti nell’intervento e, di conseguenza, si prefiggono di:

  • educare il paziente a utilizzare correttamente alcuni ausili quotidiani, come stampelle e carrozzine;
  • trattare dolore, gonfiore, rigidità articolare, contratture muscolari e cicatrici;
  • migliorare la deambulazione;
  • rafforzare la muscolatura;
  • migliorare il movimento delle articolazioni;
  • ripristinare equilibrio e coordinazione.

In questa fase, il fisioterapista può anche ricorrere al supporto di terapie fisiche strumentali, come laser, tecarterapia, elettroterapia, oltre a tecniche di terapie manuali, come mobilizzazioni articolari, trattamento dei tessuti molli, linfodrenaggio e massoterapia.

Quanto durano le sedute di riabilitazione pre e post chirurgica?

In genere, la riabilitazione post-chirurgica dura almeno un mese, ma le tempistiche dipendono dalle condizioni del paziente e dalla tipologia di intervento subìto.

Le singole sedute di riabilitazione pre e post chirurgica durano dai 30 ai 90 minuti; in una fase iniziale si svolgono quotidianamente, per poi passare a giorni alterni nelle settimane successive. Il paziente, inoltre, può essere seguito sia in palestra, sia in ambulatorio o a domicilio.

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